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30 novembre 2007

AISCAT AL CONVEGNO INFRASTRUCTURA

L'AISCAT partecipa a “Infrastructura Torino”, il convegno organizzato dalla città nell’ambito della Biennale Internazionale delle Infrastrutture che si svolge dal 29 novembre al 1 dicembre. 
 
Massimo Schintu, Segretario Generale Aiscat, è intervenuto oggi sul tema della committenza autostradale in Europa, analizzando la situazione attuale e mettendo in evidenza gli ostacoli allo sviluppo del settore, concentrandosi sulle procedure amministrative.

L’intervento di Schintu è stato arricchito da un approfondimento di Alberto Sacchi, Amministratore Delegato di Autostrade Torino-Milano, che ha descritto le innovazioni che la società ha potuto invece implementare con successo in Cile. 
 
Massimo Schintu ha sottolineato come in passato – fino agli anni '70 circa - in Italia la volontà politica abbia creato le condizioni che hanno portato alla realizzazione della rete autostradale più estesa d’Europa. Un primato che oggi è stato superato da diversi Paesi europei, che grazie a  regole più adatte allo sviluppo del settore delle infrastrutture hanno processi più rapidi e un sensibile contenimento dei costi.

Con oltre 34 miliardi di euro di investimenti programmati, le concessionarie autostradali sono il maggiore investitore privato in infrastrutture del Paese – ha affermato Schintu. – Allo stesso tempo però sono costrette da normative e procedure complesse e condizionanti. Oltre ai vincoli “fisici” presenti sul territorio, infatti, gravano sugli operatori vincoli “metafisici” a livello di sistema e burocrazia, che rendono sempre più difficile il rapporto tra committente e impresa.” 
 
“Oggi è innegabile l’esigenza, a livello nazionale ma anche comunitario, di infrastrutture adeguate e di un potenziamento delle reti di trasporto transeuropee – ha concluso Schintu. – L’intervento dei privati è quindi fondamentale per reperire quelle risorse finanziarie insostenibili per il solo settore pubblico. Questo, però, implica la definizione a livello europeo di norme e regole chiare e precise, ma allo stesso tempo flessibili, che incentivino il finanziamento degli investitori privati.”

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