Homepage English Version FAQ Link Utili Carta della sicurezza Contatti
Aiuto?
Chi è l'Aiscat
Le Associate
News
News recenti
Archivio 2016
Archivio 2015
Archivio 2014
Archivio 2013
Archivio 2012
Archivio 2011
Archivio 2010
Archivio 2009
Archivio 2008
Archivio 2007
Archivio 2006
Archivio 2005
Archivio 2004
Archivio 2003
Archivio 2002
Pubblicazioni
Notizie dall'Europa
Eventi
asecap
IBTTA
Io Non Rischio
Contact Center
 Osservatorio Furti e rapine agli autotrasportatori
Soccorso Meccanico
reets
easyway
 
07 luglio 2011

AISCAT: RISANARE LO STATO SENZA DANNEGGIARE IL SETTORE

Quest’oggi si è tenuta in Roma la 45 assemblea dell’Aiscat, alla quale sono intervenuti rappresentanti del Governo, del Parlamento e delle Istituzioni. 

Il Presidente dell’Aiscat – Fabrizio Palenzona – ha espresso, a nome delle concessionarie autostradali, forti critiche sulla misura contenuta all’interno della manovra finanziaria che prevede un tetto dell’1% all’ammortamento fiscale dei beni in concessione.
 
La norma determinerà impatti negativi per la crescita del Paese: “è davvero curioso che in un momento in cui le risorse pubbliche per investimenti in infrastrutture sono quasi azzerate il Governo intervenga fiscalmente, di fatto bloccando gli investimenti infrastrutturali per quasi 40 miliardi di euro nel solo settore autostradale”; si pensi solamente ad opere quali quelle correlate all’Expo 2015, alla Bre-Be-mi, alla Pedemontana Lombarda, alla Tangenziale Esterna di Milano che erano in condizione di partire  ma che rischieranno di restare al palo.

Il danno agli investimenti nelle infrastrutture sarà oggetto nei prossimi giorni di uno studio in elaborazione che lo renderà evidente.
Quanto sopra unitamente ad una norma di riforma dell’ANAS che sembra prefigurare la ripubblicizzazione del mercato delle concessioni con ANAS che assorbe concessioni con cui coprire i propri costi non lasciando che pochi spazi residui ai nuovi – sempre più urgenti e necessari – investimenti.

Le concessionarie autostradali sono, come sempre, pronte a fare la loro parte e trovare, d’intesa con il Governo, soluzioni che consentano di continuare a supportare lo sviluppo del Paese con l’immissione di capitali privati e senza alterare le condizioni di libero mercato che ne sono il naturale presupposto.

Soluzioni che dovranno certamente essere adeguate alle necessità di cassa dello Stato ma senza impattare sulla fattibilità delle opere.
 

<< news precedentinews successive >>